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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Urbanistica.Differenza tra accezione civilistica ed urbanistica di pertinenza

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 15 Ottobre 2021
Visite: 2571

Consiglio di Stato Sez. VI n. 6438 del 23 settembre 2021
Urbanistica.Differenza tra accezione civilistica ed urbanistica di pertinenza

L’accezione civilistica di pertinenza è più ampia di quella applicata nella materia urbanistico-edilizia. In particolare,: i) la pertinenza urbanistico-edilizia è configurabile allorquando sussista un oggettivo nesso che non consenta altro che la destinazione della cosa ad un uso servente durevole e sussista una dimensione ridotta e modesta del manufatto rispetto alla cosa in cui esso inerisce; ii) a differenza della nozione di pertinenza di derivazione civilistica, ai fini edilizi il manufatto può essere considerato una pertinenza quando è non solo preordinato ad un’oggettiva esigenza dell’edificio principale ed è funzionalmente inserito al suo servizio, ma anche allorquando è sfornito di un autonomo valore di mercato e non comporta un cosiddetto “carico urbanistico” proprio in quanto esauriscono la loro finalità nel rapporto funzionale con l’edificio principale

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Rifiuti.Scarti vegetali

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 14 Ottobre 2021
Visite: 2627

Cass. Sez. III n. 35410 del 24 settembre 2021 (UP 20 mag 2021)
Pres. Ramacci Est. Zunica Ric. Frigerio
Rifiuti.Scarti vegetali

In tema di gestione dei rifiuti, gli scarti vegetali non sono classificabili come rifiuti soltanto se utilizzati in agricoltura mediante processi e metodi costituenti le normali pratiche agronomiche disciplinate dagli art. 182, comma sesto-bis, e 185, comma primo, lett. f), del citato d. lgs. n. 152 del 2006, non risultando comprovato nel caso di specie il rispetto di tali procedure

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Rifiuti.Opere di recupero ambientale

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Giurisprudenza Amministrativa TAR
Pubblicato: 14 Ottobre 2021
Visite: 1951

TAR Sicilia (PA) Sez. I n. 2554 del 13 settembre 2021 
Rifiuti.Opere di recupero ambientale

Dal combinato disposto degli artt. 244, 250 e 253 del Codice dell’Ambiente si ricava che nell'ipotesi di mancata esecuzione degli interventi ambientali in esame da parte del responsabile dell'inquinamento, ovvero di mancata individuazione dello stesso - e sempreché non provvedano né il proprietario del sito, né altri soggetti interessati - le opere di recupero ambientale sono eseguite dalla P.A. competente - espressamente individuata nel “comune territorialmente competente” - che potrà rivalersi sul soggetto responsabile nei limiti del valore dell'area bonificata, anche esercitando, ove la rivalsa non vada a buon fine, le garanzie gravanti sul terreno oggetti dei medesimi interventi. Solo nel caso in cui il Comune “non provveda” è previsto l’intervento sostitutivo della Regione e ciò al fine di salvaguardare il primario interesse ambientale che sarebbe compromesso dall’inadempimento dei responsabili della contaminazione e dal successivo inadempimento del “comune territorialmente competente” sul quale incombe la procedura d’ufficio prevista dall’art. 250. Tale potere sostitutivo viene, peraltro, espletato nell’interesse generale della comunità, al fine di garantire che l’interesse pubblico al contenimento/eliminazione dei rischi di contaminazione venga comunque tutelato, anche nell’ipotesi di inadempimento del responsabile in via primaria o dell’amministrazione titolare di competenza sostitutiva.

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Urbanistica.Abuso di ufficio e rilascio del titolo abilitativo edilizio avvenuto senza il rispetto del piano regolatore generale o degli altri strumenti urbanistici

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 13 Ottobre 2021
Visite: 3720

Cass. Sez. III n. 33419 del 9 settembre 2021 (UP 8 apr 2021)
Pres. Sarno Est. Reynaud Ric. Gavioli
Urbanistica.Abuso di ufficio e rilascio del titolo  abilitativo edilizio avvenuto senza il rispetto del piano regolatore generale o degli altri strumenti urbanistici

È ben vero che in tema di abuso d'ufficio, la modifica introdotta con l'art. 23 del d.l. 16 luglio 2020, n. 76 ha ristretto l'ambito applicativo dell'art. 323 cod. pen., determinando una parziale "abolitio criminis" in relazione alle condotte commesse prima dell'entrata in vigore della riforma, realizzate mediante violazione di norme regolamentari o di norme di legge generali e astratte, dalle quali non siano ricavabili regole di condotta specifiche ed espresse o che lascino residuare margini di discrezionalità. Tuttavia, proprio con riguardo all’adozione di un permesso di costruire, va ribadito che, in tema di abuso di ufficio, il rilascio del titolo  abilitativo edilizio avvenuto senza il rispetto del piano regolatore generale o degli altri strumenti urbanistici integra la violazione di specifiche regole di condotta previste dalla legge, così come richiesto dalla nuova formulazione dell'art. 323 cod. pen. ad opera dell'art. 16 del d.l. 16 luglio 2020, n. 76, convertito nella legge 11 settembre 2020, n. 120, atteso che l'art.12, comma 1, d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 prescrive espressamente che il permesso di costruire, per essere legittimo, deve conformarsi agli strumenti urbanistici ed il successivo art. 13 detta la specifica disciplina urbanistica che il direttore del settore è tenuto ad osservare.

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Beni culturali.Prescrizioni di tutela indiretta

Dettagli
Categoria principale: Beni Culturali
Categoria: Giurisprudenza Amministrativa TAR
Pubblicato: 13 Ottobre 2021
Visite: 2888

TAR Unbria Sez. I n. 624 del 10 settembre 2021
Beni culturali.Prescrizioni di tutela indiretta

In tema di prescrizioni di tutela indiretta del bene culturali previste dal d.lgs. n. 42 del 2004, l'art. 45 attribuisce all'Amministrazione la funzione di creare le condizioni affinché il valore culturale insito nel bene possa compiutamente esprimersi, senza altra delimitazione spaziale e oggettiva che non quella attinente alla sua causa tipica, consistente nel “prescrivere le distanze, le misure e le altre norme dirette ad evitare che sia messa in pericolo l'integrità dei beni culturali immobili, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro”, secondo criteri di congruenza, ragionevolezza e proporzionalità. Nel caso del vincolo indiretto lo scopo legale per cui il vincolo è previsto concerne «la cosiddetta cornice ambientale di un bene culturale: ne deriva che il limite di legittimità in cui si iscrive l'esercizio di tale funzione deve essere ricercato nell'equilibrio che preservi, da un lato, la cura e l'integrità del bene culturale e, dall'altra, che ne consenta la fruizione e la valorizzazione dinamica

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Ambiente in genere.Concessioni demaniali marittime

Dettagli
Categoria principale: Ambiente in genere
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 12 Ottobre 2021
Visite: 2302

Cass. Sez. III n. 33823 del 13 settembre 2021 (CC 14 lug 2021)
Pres. Sarno Est. Reynaud Ric. Masellis
Ambiente in genere.Concessioni demaniali marittime

Ai fini dell'integrazione del reato previsto dall'art. 1161 cod. nav., la proroga legale dei termini di durata delle concessioni demaniali marittime presuppone la titolarità di una concessione demaniale valida ed efficace e presuppone altresì un’espressa richiesta da parte del soggetto interessato al fine di consentire la verifica, da parte dell’autorità competente, dei requisiti richiesti per il rilascio del rinnovo

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  • Beni ambientali.Zone ZPS e SIC
  • Acque.Scarichi idrici non autorizzati di reflui zootecnici.Sanzioni amministrative o penali?
  • Rifiuti.Rifiuti cimiteriali e responsabilità
  • Beni culturali.Vincoli diretti ed indiretti
  • Rifiuti.Funzioni amministrative dei Comuni
  • Acque.Superamento dei limiti e incertezza analitica
  • Urbanistica.Risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia
  • Beni Ambientali.Nozione di volumetria
  • Elettrosmog.Infrastrutture di telecomunicazione
  • Acque.Ambito di applicazione del d.P.R. n. 227 del 2011

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