Urbanistica.Titoli abilitativi per tettoie e limiti del sindacato di legittimità sul ne bis in idem
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Cass. Sez. III n. 03844 del 30 gennaio 2026 (UP 11 dic 2025)
Pres. Ramacci Rel. Di Stasi Ric. Evangelista
Urbanistica.Titoli abilitativi per tettoie e limiti del sindacato di legittimità sul ne bis in idem
La realizzazione di una tettoia di copertura che, per mancanza di individualità fisica e strutturale, costituisce parte integrante di un edificio preesistente modificandone la sagoma, integra il reato di cui all'art. 44, lett. b), d.P.R. n. 380/2001, richiedendo il preventivo rilascio del permesso di costruire. Tale opera non è qualificabile come pertinenza o attività di edilizia libera. Ai fini del divieto di bis in idem, l'identità del fatto sussiste solo in presenza di una totale corrispondenza storico-naturalistica della triade condotta-nesso causale-evento. L'accertamento di tale identità costituisce un giudizio di fatto riservato al merito; ne consegue che l'eccezione di violazione del ne bis in idem non può essere proposta per la prima volta in sede di legittimità qualora la verifica richieda apprezzamenti fattuali preclusi alla Corte di cassazione.
Urbanistica.Perché sono nuove costruzioni tutti i gravati interventi milanesi di trasformazione del patrimonio edilizio esistente
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Perché sono nuove costruzioni tutti i gravati interventi milanesi di trasformazione del patrimonio edilizio esistente
di Massimo GRISANTI
Urbanistica.Qualificazione urbanistica dell’e-commerce e natura del contributo di costruzione
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Consiglio di Stato Sez. II n. 424 del 20 gennaio 2026
Urbanistica. Qualificazione urbanistica dell’e-commerce e natura del contributo di costruzione
Le controversie relative alla spettanza e alla liquidazione del contributo di costruzione riguardano l’accertamento di un rapporto di credito-debito tra privato e P.A., non condizionato dall'esistenza di atti provvedimentali; pertanto, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e non sono soggette ai termini di decadenza tipici dell'azione di annullamento,. Sotto il profilo sostanziale, l’attività di commercio elettronico (e-commerce) che preveda presso la sede operativa la gestione di ordini, fatturazione e imballaggio dei beni, deve essere ricondotta alla destinazione d’uso commerciale/direzionale e non a quella logistica o di deposito,. Tale qualificazione discende dalla natura unitaria e inscindibile delle prestazioni contrattuali di vendita e dal conseguente carico urbanistico generato (afflusso di fornitori, spedizionieri e personale), il quale risulta del tutto analogo a quello del commercio tradizionale, rendendo irrilevante l’assenza di un accesso diretto del pubblico ai locali
Rifiuti.Natura permanente del deposito incontrollato di rifiuti e regime della prescrizione
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Cass. Sez. III n. 1893 del 19 gennaio 2026 (UP 10 dic 2025)
Pres. Ramacci Rel. Corbo Ric. Bugatti
Rifiuti.Natura permanente del deposito incontrollato di rifiuti e regime della prescrizione
Il deposito incontrollato di rifiuti può assumere natura permanente qualora la condotta sia prodromica a una successiva attività di gestione (recupero o smaltimento) e si connoti per ripetitività, configurando una "forma gestoria" del rifiuto che impone al delegato ambientale l'obbligo di rimozione anche per gli accumuli precedenti. Ai fini del computo della prescrizione, il termine quinquennale per le contravvenzioni (comprensivo di atti interruttivi) decorre dal momento dell'effettivo smaltimento dei rifiuti. In tale ambito, non operano le sospensioni del corso della prescrizione legate alla pronuncia di sentenze di condanna (ex art. 159 cod. pen. vigente tra il 2017 e il 2019) qualora l'imputato sia stato prosciolto nei gradi di merito per particolare tenuità del fatto, mancando un titolo di condanna presupposto. La sopravvenuta prescrizione preclude l'esame di vizi motivazionali, imponendo l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata in assenza di evidenze di innocenza immediata ex art. 129 cod. proc. pen.
Modificazioni genetiche.Misure volte ad evitare la presenza involontaria di OGM nell’ambiente
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Corte di giustizia (Prima Sezione) 5 febbraio 2026
« Rinvio pregiudiziale – Ambiente – Emissione deliberata nell’ambiente di organismi geneticamente modificati (OGM) – Misure volte ad evitare la presenza involontaria di OGM nell’ambiente – Direttiva 2001/18/CE – Articolo 26 quater, paragrafi 1 e 3 – Regolamento (CE) n. 1829/2003 – Decisione di esecuzione (UE) 2016/321 – Divieto di coltivazione del mais OGM MON 810 in Italia – Validità – Libera circolazione delle merci – Articoli 34 TFUE e 114 TFUE – Principi di proporzionalità e di non discriminazione – Libertà d’impresa – Articoli 16 e 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea »
Caccia e animali.Sottrazione di fondi dall’attività venatoria per motivi etici e limiti della potestà regolamentare regionale
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Consiglio di Stato Sez. VI n. 895 del 3 febbraio 2026
Caccia e animali.Sottrazione di fondi dall’attività venatoria per motivi etici e limiti della potestà regolamentare regionale
L’art. 15, comma 4, l. n. 157/1992 e l’art. 15 l.r. Emilia-Romagna n. 8/1994 riconoscono al proprietario il diritto di sottrarre i propri fondi dall’attività venatoria sulla base di una semplice richiesta, che può essere fondata anche su ragioni di obiezione di coscienza o convinzioni etico-morali. Tale facoltà, coerente con la giurisprudenza CEDU, trova quale unico limite generale il non ostacolare l’attuazione della pianificazione faunistico-venatoria. È, pertanto, illegittima la norma regolamentare regionale che riduca le ipotesi di sottrazione a un elenco tassativo di casi (quali la tutela di colture specializzate o attività di rilievo economico), poiché introduce indebite restrizioni non previste dalla normativa primaria. Il diniego dell’amministrazione, motivato dal contrasto con il piano faunistico-venatorio, deve essere sorretto da un’istruttoria puntuale e da una motivazione specifica e concreta: non sono sufficienti affermazioni astratte o generiche, occorrendo l’indicazione di elementi di fatto precisi (quali la reale vocazione del fondo alla presenza di ungulati o le sue caratteristiche fisiche) idonei a dimostrare l'effettivo pregiudizio agli obiettivi gestionali del piano (segnalazione A. Atturo)
- Rifiuti.Individuazione del responsabile della contaminazione
- Sviluppo sostenibile.Disciplina dei regimi amministrativi per le energie rinnovabili
- Urbanistica.Sospensione dell'ordine di demolizione e istanza di condono
- Urbanistica.Impugnazione di un titolo autorizzatorio edilizio e criterio della vicinitas
- Urbanistica. Inammissibilità del condono edilizio per opere difformi o ampliate
- Urbanistica.Onere di provare la data di realizzazione dell'immobile abusivo
- Rifiuti. Responsabilità del proprietario per abbandono di rifiuti da parte di terzi
- Urbanistica.La demolizione con ricostruzione nell’ambito della fattispecie della “ristrutturazione” edilizia tra esigenze di rigenerazione e riqualificazione urbana e nuovi limiti rispetto alla categoria della “nuova costruzione”
- Acque. Gestione autonoma servizio idrico integrato
- Rifiuti. Potere di riqualificazione del fatto e principio di correlazione tra accusa e sentenza
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