Urbanistica. Interventi edilizi su immobili abusivi e regime sanzionatorio
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Cass. Sez. III n. 16887 del 11 maggio 2026 (UP 22 aprile 2026)
Pres. Ramacci Rel. Galanti Ric. Vitiello
Urbanistica. Interventi edilizi su immobili abusivi e regime sanzionatorio
In tema di reati edilizi, qualsiasi intervento effettuato su una costruzione realizzata abusivamente, ancorché l'abuso originario non sia stato ancora represso e l'opera sia riconducibile alle categorie della manutenzione ordinaria (come la tinteggiatura o l'intonacatura), integra un nuovo ed autonomo reato edilizio. Ciò in quanto tali interventi ripetono le caratteristiche di illiceità dell'opera principale cui ineriscono strutturalmente, non potendosi acquisire il diritto di manutenzione su un edificio costruito illegittimamente. La valutazione dell'opera deve riguardare il risultato dell'attività edificatoria nella sua unitarietà, precludendo la parcellizzazione artificiosa in micro-interventi finalizzata a beneficiare di regimi autorizzatori o sanzionatori più favorevoli. La prosecuzione di tali lavori su manufatti oggetto di istanza di condono rigettata configura una ripresa dell'attività criminosa che, unitamente alla violazione di vincoli paesaggistici, esclude la particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis cod. pen. per l'assenza del requisito dell'occasionalità.
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Urbanistica. Estensione dell'ordine di demolizione alle opere preesistenti in caso di interventi in prosecuzione
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Cass. Sez. III n. 15943 del 04 maggio 2026 (CC 25 mar 2026)
Pres. Ramacci Rel. Gai Ric. Coppola
Urbanistica. Estensione dell'ordine di demolizione alle opere preesistenti in caso di interventi in prosecuzione
L'ordine di demolizione impartito con sentenza di condanna per reati edilizi, ai sensi dell'art. 31, comma 9, d.P.R. n. 380 del 2001, deve essere eseguito sull'immobile considerato nella sua interezza, anche qualora riguardi interventi di prosecuzione o completamento di un pregresso abuso per il quale un precedente ordine demolitorio sia stato revocato (ad esempio a seguito di assoluzione o prescrizione). Il principio dell'unitarietà dell'abuso e la funzione di "restitutio in integrum" propria della sanzione ripristinatoria impongono che l'abbattimento coinvolga tutte le opere strutturalmente connesse e prive di autonomia funzionale, poiché il carattere abusivo dell'originaria costruzione si riversa sulle opere accessorie e complementari successive, rendendo l'intero manufatto un'unica entità inscindibile sotto il profilo urbanistico-edilizio. In sede di esecuzione, spetta al giudice verificare che le opere oggetto del precedente provvedimento caducato non siano strutturalmente autonome rispetto a quelle interessate dalla condanna irrevocabile
Ambiente in genere. Sulla Proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio per sveltire le valutazioni ambientali COM(2025) 984: analisi critica
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Sulla Proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio per sveltire le valutazioni ambientali COM(2025) 984: analisi critica
di Fabio ANILE
Sviluppo sostenibile. Natura del certificato di collaudo nella P.A.S. e limiti al potere di ripristino
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Consiglio di Stato Sez. II n. 3325 del 28 aprile 2026
Sviluppo sostenibile. Natura del certificato di collaudo nella P.A.S. e limiti al potere di ripristino.
In materia di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, la mancata trasmissione del certificato di collaudo finale, previsto dall’art. 6, comma 8, del d.lgs. n. 28/2011, non determina la decadenza della Procedura Abilitativa Semplificata (P.A.S.) né può equipararsi all’assenza di titolo abilitativo. L’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi, ai sensi dell’art. 44, comma 2, del medesimo decreto, è applicabile esclusivamente in caso di totale mancanza della P.A.S. o di difformità sostanziale delle opere dal progetto assentito. In ossequio ai principi di legalità e proporzionalità, un’omissione meramente formale o documentale non può essere sanzionata con la demolizione dell'impianto, qualora le opere siano state materialmente ultimate entro il termine triennale di efficacia del titolo. Il collaudo assolve a una funzione di certificazione della conformità postuma e non costituisce elemento costitutivo del completamento dell’intervento, restando ontologicamente distinto dalla comunicazione di fine lavori.
Aria. Emissione di molestie olfattive: natura permanente del reato e decorrenza della prescrizione
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Cass. Sez. III n. 16651 del 11 maggio 2026 (UP 06 mar 2026)
Pres. Aceto Rel. Verderosa Ric. Caimmi
Aria. Emissione di molestie olfattive: natura permanente del reato e decorrenza della prescrizione
La contravvenzione di cui all'art. 674 cod. pen., avente ad oggetto emissioni odorigene moleste connesse all'esercizio di attività produttive e legate al ciclo industriale, assume carattere di reato permanente, in quanto la condotta illecita perdura per l'intera durata dell'attività svolta con modalità moleste. Ne consegue che la permanenza cessa solo con la pronuncia della sentenza di primo grado qualora l'attività produttiva sia ancora in corso, e da tale momento inizia a decorrere il termine di prescrizione ai sensi dell'art. 158 cod. pen. In tale contesto, ai fini della condanna generica al risarcimento dei danni in favore della parte civile, non è necessaria la prova dell'effettiva sussistenza o della misura del danno, essendo sufficiente l'accertamento di un fatto potenzialmente produttivo di conseguenze dannose e della probabilità di un nesso causale, restando la liquidazione del quantum riservata alla sede civile
Rifiuti. Spedizione transfrontaliera, nozione oggettiva di rifiuto e onere della prova per le discipline in deroga
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Cass. Sez. III n. 15931 del 4 maggio 2026 (UP 22 apr 2026)
Pres. Ramacci Rel. Galanti Ric. Haniaj
Rifiuti. Spedizione transfrontaliera, nozione oggettiva di rifiuto e onere della prova per le discipline in deroga
La qualifica di rifiuto deve essere dedotta da dati obiettivi, quali l’eterogeneità dei materiali, le loro condizioni di detenzione e le modalità di dismissione, restando irrilevante la valutazione soggettiva del detentore circa l'utilità o il valore economico residuo dei beni. In tema di spedizione transfrontaliera, la prova della sussistenza dei requisiti per l'applicazione di discipline di favore che derogano ai principi generali sui rifiuti (quali i "sottoprodotti" o l'"End of waste") grava interamente su colui che le invoca. Il reato di spedizione illecita di rifiuti di cui all'art. 259 d.lgs. 152/2006 si perfeziona con l'accettazione della bolletta doganale e il nulla osta alla spedizione, non rilevando l'eventuale natura contravvenzionale della fattispecie ratione temporis ai fini dell'applicabilità del tentativo, ove non espressamente previsto
- Ambiente in genere. Poligoni militari e valutazione d’incidenza ambientale
- Rifiuti. Modifiche non sostanziali agli impianti rifiuti: onere istruttorio e motivazionale
- Urbanistica. Lottizzazione abusiva mediante frazionamento di complesso alberghiero in unità residenziali e responsabilità del notaio rogante
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- Rifiuti.Il venti per cento che non salva nessuno. Rifiuti interrati, terreni di riporto e la soglia del D.P.R. 120/2017: un discrimine che non è dove molti credono
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- Ecodelitti. Traffico organizzato di rifiuti e tracciabilità documentale
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