Lexambiente - Rivista Trimestrale di Diritto Penale dell'Ambiente
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Cass. Sez. III n. 4232 del 2 febbraio 2026 (CC 14 gen 2026)
Pres. Ramacci Rel. Gai Ric. Iacono
Urbanistica.Interesse all'impugnazione del sequestro preventivo per l'indagato non proprietario
In tema di sequestro preventivo, la persona sottoposta ad indagini che non sia titolare dei beni vincolati è legittimata a proporre richiesta di riesame solo qualora alleghi un interesse concreto e attuale alla rimozione del vincolo cautelare. Tale interesse deve essere correlato agli effetti diretti che la restituzione del bene o la cessazione del sequestro producono sulla posizione giuridica e processuale dell'indagato stesso. Ne consegue che l'impugnazione è inammissibile qualora il ricorrente si limiti a contestare la sussistenza dei presupposti del sequestro (fumus e periculum) senza dedurre lo specifico interesse, tipicizzato dall'ordinamento, volto a ottenere la disponibilità materiale del bene o un vantaggio concreto per la propria posizione difensiva
Il delitto di “omessa bonifica”
di Alberto GALANTI
TAR Lombardia (MI) Sez. IV n. 124 del 10 gennaio 2026
Urbanistica. Difetto di legittimazione del progettista e limiti alle destinazioni complementari
Il progettista e direttore dei lavori è privo di legittimazione e interesse ad agire per l’impugnazione di atti che incidono sui titoli edilizi o sulla pianificazione urbanistica, quali l'annullamento in autotutela di delibere di approvazione di progetti. La sfera giuridico-patrimoniale incisa dal provvedimento è esclusivamente quella del proprietario (titolare dello ius aedificandi), mentre il professionista non vanta un interesse legittimo pretensivo, poiché l'annullamento del titolo non sottrae a quest'ultimo facoltà giuridiche proprie. Il potenziale discredito professionale o l'interesse morale derivante dalla rimozione dell'opera progettata costituiscono meri interessi di fatto o indiretti, inidonei a fondare il ricorso. Sotto il profilo sostanziale, le destinazioni d’uso complementari (come gli uffici per la gestione di un parcheggio) non sono sempre liberamente insediabili: se lo strumento urbanistico (N.T.A.) le prevede espressamente solo per specifiche zone, esse devono ritenersi escluse nelle altre aree pur affini, prevalendo la tipicità delle previsioni del PGT sulle norme regionali generali
Il posizionamento alternativo delle antenne
di Maurizio Maria LUCCA
Cass. Sez. III n. 2941 del 26 gennaio 2026 (UP 8 gen 2026)
Pres. Liberati Rel. Mengoni Ric. PM in proc. Spezziga
Ambiente in genere.Sospensione della prescrizione dell'illecito amministrativo dell'ente
In tema di responsabilità amministrativa degli enti derivante da reato, ai sensi dell'art. 22, comma 4, d.lgs. n. 231 del 2001, la prescrizione delle sanzioni amministrative rimane sospesa (ovvero "non corre") dal momento della contestazione dell'illecito fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio. Ne consegue che, qualora la contestazione dell'illecito — come quella contenuta nel decreto di citazione a giudizio — intervenga prima della scadenza del termine quinquennale dalla consumazione del reato, l'effetto interruttivo-sospensivo impedisce il decorso della prescrizione per tutta la durata del procedimento. È pertanto errata la declaratoria di prescrizione dell'illecito amministrativo pronunciata prima che la sentenza conclusiva del giudizio sia divenuta definitiva, qualora l'atto di contestazione sia stato validamente notificato entro i termini di legge
Consiglio di Stato Sez. II n. 418 del 20 gennaio 2026
Urbanistica.Onere della prova sulla datazione del manufatto e preavviso di rigetto in autotutela
In materia edilizia, sebbene l'onere di provare l'anteriorità di un'opera rispetto alla c.d. "Legge Ponte" del 1967 ricada solitamente sul privato, tale principio subisce un temperamento nei casi di obiettiva impossibilità di ricostruire lo stato legittimo dell'immobile, anche dopo verificazione giudiziale,. In presenza di una documentazione storica lacunosa e per manufatti di modesta entità, non è esigibile dal proprietario la conservazione di prove inconfutabili, impedendo che l'incertezza si traduca in un pregiudizio automatico per il privato,. Sotto il profilo procedimentale, l'istanza del vicino volta a reprimere un presunto abuso sollecita l'esercizio del potere di autotutela amministrativa, il quale, avendo natura facoltativa e discrezionale, non obbliga la P.A. a inviare il preavviso di rigetto ex art. 10-bis della L. n. 241/1990. Infine, l’impossibilità di datazione certa non inficia la validità dei titoli paesaggistici ed edilizi (DIA), stante l'assenza di elementi probatori idonei a smentire la legittimità del manufatto oggetto di ristrutturazione
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