Lexambiente - Rivista Trimestrale di Diritto Penale dell'Ambiente
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 408 del 19 gennaio 2026
Ambiente in genere.Proroga dell'AIA e obblighi documentali ambientali
In tema di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), l'estensione della durata del titolo per le installazioni certificate UNI EN ISO 14001 opera sulla base del possesso del requisito all'atto del rilascio, senza che ne sia richiesto il mantenimento continuativo per l'intero periodo di efficacia. Con riguardo agli obblighi documentali, la relazione di riferimento ex d.m. 104/2019 non è dovuta per gli impianti di mera eliminazione rifiuti che non comportino l'uso, la produzione o il rilascio di sostanze pericolose. Il rinnovo dell'AIA non necessita di una nuova Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) qualora non sussistano modifiche sostanziali rispetto all'impianto originariamente autorizzato, restando preclusa l'impugnazione di vizi relativi a titoli pregressi ormai inoppugnabili
T.A.R. Lombardia Milano, Sez. II, n. 6 del 5 gennaio 2026
Urbanistica.Monetizzazione standard e cumulo superfici nel cambio di destinazione d’uso
In materia di oneri di urbanizzazione e monetizzazione degli standard, il relativo pagamento costituisce oggetto di un ordinario rapporto obbligatorio di diritto pubblico, con la conseguenza che la contestazione della loro quantificazione non è soggetta ai termini di decadenza dell'azione di annullamento. Ai fini della verifica del superamento della soglia di significatività (nella specie, 250 mq di Sl) che rende dovute le dotazioni territoriali per il cambio di destinazione d'uso, l'intervento edilizio composto da una pluralità di opere su un medesimo lotto deve essere oggetto di un apprezzamento globale e unitario. È infatti illegittima una considerazione "atomistica" o frazionata delle superfici oggetto di mutamento funzionale, poiché il nesso funzionale che lega le opere all'interno di un'unitaria operazione edilizia determina un aggravio del carico urbanistico che va valutato nel suo insieme, anche al fine di evitare elusioni degli obblighi di dotazione territoriale attraverso artificiosi frazionamenti della superficie lorda complessiva
Cass. Sez. III n. 03844 del 30 gennaio 2026 (UP 11 dic 2025)
Pres. Ramacci Rel. Di Stasi Ric. Evangelista
Urbanistica.Titoli abilitativi per tettoie e limiti del sindacato di legittimità sul ne bis in idem
La realizzazione di una tettoia di copertura che, per mancanza di individualità fisica e strutturale, costituisce parte integrante di un edificio preesistente modificandone la sagoma, integra il reato di cui all'art. 44, lett. b), d.P.R. n. 380/2001, richiedendo il preventivo rilascio del permesso di costruire. Tale opera non è qualificabile come pertinenza o attività di edilizia libera. Ai fini del divieto di bis in idem, l'identità del fatto sussiste solo in presenza di una totale corrispondenza storico-naturalistica della triade condotta-nesso causale-evento. L'accertamento di tale identità costituisce un giudizio di fatto riservato al merito; ne consegue che l'eccezione di violazione del ne bis in idem non può essere proposta per la prima volta in sede di legittimità qualora la verifica richieda apprezzamenti fattuali preclusi alla Corte di cassazione.
Perché sono nuove costruzioni tutti i gravati interventi milanesi di trasformazione del patrimonio edilizio esistente
di Massimo GRISANTI
Consiglio di Stato Sez. II n. 424 del 20 gennaio 2026
Urbanistica. Qualificazione urbanistica dell’e-commerce e natura del contributo di costruzione
Le controversie relative alla spettanza e alla liquidazione del contributo di costruzione riguardano l’accertamento di un rapporto di credito-debito tra privato e P.A., non condizionato dall'esistenza di atti provvedimentali; pertanto, sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e non sono soggette ai termini di decadenza tipici dell'azione di annullamento,. Sotto il profilo sostanziale, l’attività di commercio elettronico (e-commerce) che preveda presso la sede operativa la gestione di ordini, fatturazione e imballaggio dei beni, deve essere ricondotta alla destinazione d’uso commerciale/direzionale e non a quella logistica o di deposito,. Tale qualificazione discende dalla natura unitaria e inscindibile delle prestazioni contrattuali di vendita e dal conseguente carico urbanistico generato (afflusso di fornitori, spedizionieri e personale), il quale risulta del tutto analogo a quello del commercio tradizionale, rendendo irrilevante l’assenza di un accesso diretto del pubblico ai locali
Cass. Sez. III n. 1893 del 19 gennaio 2026 (UP 10 dic 2025)
Pres. Ramacci Rel. Corbo Ric. Bugatti
Rifiuti.Natura permanente del deposito incontrollato di rifiuti e regime della prescrizione
Il deposito incontrollato di rifiuti può assumere natura permanente qualora la condotta sia prodromica a una successiva attività di gestione (recupero o smaltimento) e si connoti per ripetitività, configurando una "forma gestoria" del rifiuto che impone al delegato ambientale l'obbligo di rimozione anche per gli accumuli precedenti. Ai fini del computo della prescrizione, il termine quinquennale per le contravvenzioni (comprensivo di atti interruttivi) decorre dal momento dell'effettivo smaltimento dei rifiuti. In tale ambito, non operano le sospensioni del corso della prescrizione legate alla pronuncia di sentenze di condanna (ex art. 159 cod. pen. vigente tra il 2017 e il 2019) qualora l'imputato sia stato prosciolto nei gradi di merito per particolare tenuità del fatto, mancando un titolo di condanna presupposto. La sopravvenuta prescrizione preclude l'esame di vizi motivazionali, imponendo l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata in assenza di evidenze di innocenza immediata ex art. 129 cod. proc. pen.
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