Rifiuti.Gestione illecita e doveri del produttore
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Cass. Sez. III n. 9208 del 10 marzo 2026 (UP 4 marzo 2026)
Pres. Liberati Rel. Giorgianni Ric. Romeo e altri
Rifiuti.Gestione illecita e doveri del produttore
In tema di gestione di rifiuti, la condotta di chi effettua attività di raccolta o smaltimento con autorizzazione scaduta o violando le prescrizioni autorizzative integra il reato di cui all'art. 256 d.lgs. n. 152/2006. Il produttore del rifiuto che lo conferisce a terzi ha l'onere di accertare l'effettivo possesso del titolo abilitativo da parte del gestore, non essendo sufficienti rassicurazioni verbali o l'esibizione di permessi scaduti, pena la responsabilità concorsuale per illecita gestione. La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis cod. pen.) è esclusa in caso di reiterato conferimento di rifiuti, configurandosi come condotta abituale ostativa all'istituto. Infine, la legittimazione degli enti territoriali a costituirsi parte civile è limitata al danno patrimoniale e non patrimoniale (es. danno all'immagine) ulteriore e concreto, restando il danno ambientale di natura pubblica di esclusiva competenza dello Stato
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Sviluppo sostenibile.Impianti agrivoltaici e onere di motivazione nel bilanciamento degli interessi
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 1208 del 16 febbraio 2026
Sviluppo sostenibile.Impianti agrivoltaici e onere di motivazione nel bilanciamento degli interessi
Nei procedimenti autorizzatori per impianti agrivoltaici "non a terra", l’Amministrazione è tenuta a un’attenta ponderazione comparativa tra la tutela paesaggistico-ambientale e il principio di derivazione euro-unitaria di massima diffusione delle fonti rinnovabili, che costituisce un obiettivo prioritario del PNRR e del PNIEC. Il diniego deve essere sorretto da una motivazione specifica e approfondita, idonea a dare conto dei caratteri innovativi del progetto e dell'eventuale insufficienza delle misure di mitigazione, non potendosi fondare su pregiudiziali o generici riferimenti all’"artificializzazione" del contesto rurale o a indici di pressione cumulativa riferibili esclusivamente al fotovoltaico tradizionale. Laddove l’impianto ricada in "area idonea" e sia garantita la continuità dell’attività agricola, l’interesse alla produzione di energia verde gode di una presunzione di prevalenza, che impone all'amministrazione un'istruttoria rigorosa volta a escludere ogni automatismo preclusivo derivante da "interessi tiranni", favorendo invece un’interpretazione evolutiva e finalistica degli strumenti di pianificazione paesaggistica.
Urbanistica.Rilevanza paesaggistica e urbanistica di recinzioni metalliche e opere precarie
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Consiglio di Stato Sez. II n. 2395 del 20 marzo 2026
Urbanistica,Rilevanza paesaggistica e urbanistica di recinzioni metalliche e opere precarie
Le recinzioni costituite da mera rete metallica sorretta da paletti infissi nel terreno senza cordoli di fondazione, finalizzate alla protezione delle colture, costituiscono opere precarie che non necessitano di titolo edilizio né di autorizzazione paesaggistica. Tali interventi rappresentano l'estrinsecazione dello ius excludendi alios e, per l'inconsistenza strutturale, non determinano un'apprezzabile alterazione ambientale, estetica o funzionale del territorio. L'elenco degli interventi esclusi dall'autorizzazione paesaggistica ex art. 149 del d.lgs. n. 42/2004 ha natura esemplificativa, dovendosi escludere dal controllo preventivo i fatti privi di idoneità, anche solo astratta, a pregiudicare i valori protetti. In presenza di elementi probatori dotati di alto grado di plausibilità circa la preesistenza delle opere, spetta all'Amministrazione fornire prova contraria per giustificare l'ordine di demolizione. L'azione amministrativa deve inoltre garantire coerenza tra i diversi uffici dello stesso Ente, evitando esiti procedimentali contraddittori in ossequio ai principi di leale collaborazione e trasparenza. (segnalazione M. GRISANTI)
Ecodelitti.Elementi costitutivi del delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti
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Cass. Sez. III n. 8783 del 6 marzo 2026 (UP 11 feb 2026)
Pres. Ramacci Rel. Mengoni Ric. Polimeni
Ecodelitti.Elementi costitutivi del delitto di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti
Il delitto di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti (art. 260 d.lgs. 152/2006, ora art. 452-quaterdecies c.p.) è reato abituale che richiede un'organizzazione professionale di mezzi e capitali per la gestione continuativa di ingenti quantitativi di rifiuti in modo abusivo. Tale abusività si configura non solo in assenza di autorizzazioni, ma anche in caso di violazione delle prescrizioni o gestione di tipologie di rifiuti non rientranti nel titolo abilitativo. In tema di produzione di compost, l'utilizzo di fanghi da depurazione provenienti da centri urbani superiori a 10.000 abitanti, che includono reflui industriali non assimilabili a quelli civili, rende i materiali inidonei alla produzione di ammendanti di qualità e ne determina la natura di rifiuto. Gli accertamenti tecnici volti a verificare la natura di tali materiali hanno carattere ripetibile ex art. 359 c.p.p. qualora non comportino l'alterazione o distruzione della cosa o dei luoghi, non richiedendo pertanto gli avvisi previsti dall'art. 360 c.p.p.
Urbanistica.Natura reale dell'ordine di demolizione e persistenza del titolo esecutivo
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Cass. Sez. III n. 8789 del 6 marzo 2026 (CC 11 feb 2026)
Pres. Ramacci Rel. Mengoni Ric. Cristoforo e altro
Urbanistica.Natura reale dell'ordine di demolizione e persistenza del titolo esecutivo
L'ordine di demolizione delle opere abusive, avendo natura di sanzione amministrativa accessoria a contenuto ripristinatorio, è connotato da una natura "reale" che investe direttamente il bene. Ne consegue che la dichiarata non esecutività della sentenza di condanna nei confronti di un comproprietario o coimputato (ad esempio per vizi di notifica) non impedisce l'esecuzione della demolizione dell'intero immobile qualora il titolo esecutivo sia regolarmente formato nei confronti di un altro comproprietario. Il prosieguo del giudizio di merito per uno dei soggetti può infatti riguardare solo il profilo della responsabilità penale soggettiva, ma non può intaccare l'accertata natura abusiva dell'opera, ormai coperta dal giudicato. Inoltre, il giudice dell'esecuzione non ha il potere di accertare una causa di prescrizione del reato che sia eventualmente maturata prima della formazione del giudicato e non sia stata dichiarata dal giudice della cognizione
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Urbanistica.Inefficacia della SCIA e inapplicabilità dei termini di autotutela
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Consiglio di Stato Sez. III n. 1331 del 19 febbraio 2026.
Urbanistica.Inefficacia della SCIA e inapplicabilità dei termini di autotutela
La segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) riferita a interventi edilizi che, per entità e caratteristiche strutturali, siano riconducibili alla ristrutturazione edilizia anziché al risanamento conservativo, è improduttiva di effetti qualora l'opera richieda il permesso di costruire. In tale ipotesi, non operano i termini decadenziali previsti dall’art. 21-nonies della Legge n. 241/1990, poiché detti limiti disciplinano l'annullamento di titoli efficaci e non trovano applicazione dinanzi a segnalazioni ab origine inidonee a legittimare l'intervento. La distinzione tra risanamento e ristrutturazione risiede nella conservazione o alterazione degli elementi costitutivi dell’edificio: mentre il primo mira al recupero dell'organismo esistente, la seconda ne trasforma la tipologia e la struttura, rendendo necessaria una verifica sismica e paesaggistica puntuale. Conseguentemente, l’ingiunzione di demolizione costituisce un atto dovuto e privo di discrezionalità amministrativa a fronte di opere eseguite in assenza di un valido titolo abilitativo, restando la tutela dell'affidamento del privato soccombente rispetto al ripristino della legalità violata
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- Ambiente in genere.Distinzione tra invasione di terreni e occupazione arbitraria di demanio marittimo
- Beni ambientali.Qualificazione degli interventi in aree boscate
- Ambiente in genere.Legittimazione ad agire dei comitati spontanei in materia ambientale
- Urbanistica.Limiti alla sostituzione della pena pecuniaria con il lavoro di pubblica utilità
- Urbanistica.Onere della prova sulla datazione dell’abuso e valenza probatoria della CTU civile
- Rifiuti.Discarica abusiva e distinzione dall'abbandono occasionale
- Rifiuti.Qualificazione dei materiali come rifiuti e gerarchia di gestione
- Urbanistica. Inefficacia della sdemanializzazione dell'uso civico ai fini della revoca dell'ordine di demolizione per immobili abusivi insanabili
- Beni ambientali.Inammissibilità della sanatoria per incrementi volumetrici in zona vincolata e limiti alla consulenza tecnica
- Urbanistica.Silenzio-assenso nel permesso di costruire: distinzione tra domanda incompleta e inconfigurabile.
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