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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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  • Beni Ambientali. Deposito incontrollato di rifiuti in area vincolata
  • Sviluppo sostenibile.Necessità VIA per sottostazione elettrica destinata a servire 16 impianti eolici
  • Caccia e animali.Differenza tra caccia in senso stretto e uccellagione
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  • Urbanistica. Interventi ''precari''
  • Acque. Gli impianti urbani per lo sfruttamento dell'acqua meteorica di dilavamento
  • Rifiuti. Tariffa
  • Urbanistica.Rapporto tra permesso di costruire e certificato di agibilità
  • Urbanistica. Proroga e decadenza della concessione edilizia
  • Ambiente in genere.Il disastro ambientale abusivo non e' stato imposto dalla UE ma per introdurre nella nostra legislazione ambientale una restrizione della normale responsabilità penale delle industrie
  • Beni Ambientali.Il termine di sessanta giorni, assegnato alla Soprintendenza per pronunciarsi sulla domanda di rilascio diretto, in via suppletiva, dell’autorizzazione non è perentorio.
  • Urbanistica.L’accertamento di conformità edilizio
  • Acque. Scarico non autorizzato in area protetta
  • Urbanistica.Volumi edilizi, quali soffitte, stenditoi e locali di sgombero non possono ritenersi “tecnici”
  • Caccia e animali. Fauna alpina

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Categoria: Rivista Trimestrale
Pubblicato: 14 Ottobre 2018
Visite: 9933

Il diritto penale dell’ambiente ha assunto negli ultimi anni un’importanza crescente, imponendosi come branca del diritto penale all’avanguardia, nel bene o nel male, di tendenze e problemi che affiorano nel diritto penale inteso in senso più ampio.

Basti pensare ai reati di pericolo, alla tutela di funzioni, alla interpretazione conforme al diritto europeo, al principio di precauzione e ad altri principi e tendenze che, emersi nella nostra materia, sono ormai dilagati in altri settori dell’ordinamento penale.

La prassi ha intercettato questi fenomeni dando vita ad una realtà processuale vivace, che spazia dai frequenti e quotidiani processi per contravvenzioni ambientali (specie in tema di rifiuti ed acque) a maxiprocessi ambientali (dal Petrolchimico di Porto Marghera ai casi Ilva, Tamoil, Bussi e Spinetta Marengo, passando per Eternit, per rimanere ai più noti), dove ad oggi sono stati contestati delitti contro l’incolumità pubblica, surrogato penale, fino al 2015, dei delitti strettamente ambientali.

La dottrina, d’altro canto, ha, dopo poche per quanto meritorie opere degli anni ’80 e ’90, progressivamente affrontato i temi penali ambientali, affiancando a diverse monografie una ormai robusta produzione di manualistica, di commentari e di opere collettanee, resisi necessari anche come materiale di studio per i numerosi insegnamenti di diritto penale dell’ambiente nati di recente in Italia.

In questo quadro di rinnovato interesse, crediamo utile e opportuno dedicare al diritto penale dell’ambiente una rivista ad hoc, che vorremmo capace di stimolare la discussione critica nella comunità scientifica dei penalisti accademici, nel mondo degli avvocati e dei magistrati, tutti fautori, nei rispettivi ruoli, di un diritto penale da sempre dominato dal formante giurisprudenziale, e proprio per questo bisognoso, ci pare, di attenzione critica da parte della dottrina.

La Rivista, on line e gratuita e, pubblicata sotto licenza CC-by-nc, ha cadenza trimestrale, e l’autorevolezza dei contributi è garantita da una double blind peer review ad opera dei componenti del comitato scientifico e dei revisori, dotati di specifiche competenze in materia penale ambientale.

La Rivista ospita articoli, saggi, note a sentenza e recensioni, anche di diritto straniero e comparato, concernenti il diritto penale ambientale in senso ampio, comprensivo non solo degli inquinamenti ma anche della tutela del territorio, del paesaggio, degli animali, degli OGM, della salute pubblica, degli alimenti ecc.

E' dedicata particolare attenzione ai temi più attuali nella discussione pubblica e scientifica così come nella realtà giudiziaria.

L’ambizione è di far dialogare in modo costruttivo teoria e prassi, partendo dai problemi di tutela per giungere a soluzioni teoricamente fondate e rispettose dei principi e delle garanzie costituzionali e sovranazionali.

I contributi (articoli, saggi, note a sentenza, recensioni) vanno sottoposti alla redazione all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Dovranno dare conto in modo sintetico del quadro normativo pertinente e dei relativi orientamenti dottrinali e giurisprudenziali.

L’autore non dovrà essere coinvolto come parte processuale nelle sentenze o nei contributi oggetto di commento.

La rivista non impone costi di elaborazione e pubblicazione.

Luca RAMACCI                                                                            Carlo RUGA RIVA

Urbanistica.Sanatoria ed operatività "in executivis"

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 19 Luglio 2018
Visite: 21302

Cass. Sez. III n. 6050 del 9 febbraio 2017 (Cc 27 set 2016)
Presidente: Carcano Estensore: Andronio Imputato: Verga e altro
Urbanistica.Sanatoria ed operatività "in executivis"

In tema di cause di estinzione del reato, il rilascio del permesso di costruire in sanatoria, ai sensi dell'art. 45 d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, opera quale causa estintiva solo nella fase di cognizione, mentre l'eventuale conseguimento del titolo dopo che il provvedimento giurisdizionale è divenuto definitivo non può avere alcun effetto estintivo del reato. (Fattispecie relativa a decreto penale di condanna non opposto).

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