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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Urbanistica. Sanatoria edilizia, decreto "Salva Casa" e poteri di accertamento del giudice penale

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 22 Mag 2026
Visite: 636

Cass. Sez. III n. 15946 del 04 maggio 2026 (CC 11 feb 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Noviello Ric. Catapano e altro
Urbanistica. Sanatoria edilizia, decreto "Salva Casa" e poteri di accertamento del giudice penale

In tema di reati edilizi, la procedura di sanatoria introdotta dall’art. 36-bis d.P.R. 380/2001 (c.d. decreto "Salva Casa") è applicabile limitatamente alle parziali difformità e non si estende agli interventi eseguiti in totale assenza di titolo o in totale difformità, i quali integrano la violazione dell’art. 44 lett. b) d.P.R. 380/2001. Il giudice penale, incaricato dell'esecuzione dell'ordine di demolizione, ha il potere-dovere di verificare la sussistenza effettiva dei requisiti di legge per la sanatoria dell'opera, a prescindere dall'eventuale formazione del silenzio-assenso o dalla scadenza dei termini per l'autoannullamento dell'atto amministrativo. Tale sindacato non costituisce "disapplicazione" dell'atto, ma un vaglio di conformità del fatto alla disciplina urbanistica vigente. Inoltre, il principio di proporzionalità nell'esecuzione della demolizione di un immobile ad uso abitativo non può essere invocato qualora il rischio di perdita dell'abitazione derivi dall'inerzia del condannato nel ricercare soluzioni alternative durante il lungo lasso di tempo intercorso tra l'ordine di demolizione e la sua effettiva esecuzione.

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Rifiuti. Distinzione tra abbandono di rifiuti e discarica abusiva

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 22 Mag 2026
Visite: 709

Cass. Sez. III n. 16898 del 11 maggio 2026 (UP 11 feb 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Noviello Ric. Procuratore della Repubblica del tribunale di Siracusa
Rifiuti. Distinzione tra abbandono di rifiuti e discarica abusiva

La configurabilità del reato di realizzazione o gestione di discarica non autorizzata (art. 256, comma 3, d.lgs. n. 152 del 2006) richiede un accumulo di rifiuti sistematico e ripetuto in una determinata area, trasformata di fatto in deposito con carattere di definitività, a prescindere dall'esecuzione di opere specifiche o attività di recupero. Tale fattispecie si distingue dalla contravvenzione di abbandono di rifiuti (comma 2), che ricorre solo in caso di condotte estemporanee, occasionali e riguardanti quantitativi modesti in aree non estese. La sentenza che riqualifica la discarica abusiva in gestione illecita o abbandono deve fornire una motivazione puntuale e non assertiva sulle ragioni che escludono l'organizzazione e la sistematicità dello sversamento, specialmente in presenza di indici sintomatici quali il livellamento meccanico di ingenti quantità di rifiuti speciali.

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Urbanistica. Inerzia della pubblica amministrazione e permesso di costruire

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 22 Mag 2026
Visite: 557
Inerzia della pubblica amministrazione e permesso di costruire
Nota a Cons  Stato, sez. IV, 9 marzo 2026, n. 1878
Silvia CASILLI

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Ambiente in genere. Discrezionalità nel giudizio di compatibilità ambientale e prevalenza del modello di sviluppo territoriale sostenibile

Dettagli
Categoria principale: Ambiente in genere
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 22 Mag 2026
Visite: 830

Consiglio di Stato Sez. III n. 3384 del 30 aprile 2026
Ambiente in genere. Discrezionalità nel giudizio di compatibilità ambientale e prevalenza del modello di sviluppo territoriale sostenibile

Il giudizio di compatibilità ambientale (VIA) costituisce espressione di un’ampia discrezionalità tecnica e amministrativa, sindacabile in sede giurisdizionale esclusivamente per macroscopici errori di fatto o manifesta illogicità. La preesistenza di precedenti valutazioni favorevoli non genera un affidamento legittimo né un autovincolo per l’Amministrazione qualora sia decorso un significativo lasso di tempo e il contesto territoriale abbia subito mutamenti nell’antropizzazione e nella vocazione socio-economica. È legittimo il diniego al rilascio del PAUR fondato sulla necessità di tutelare un modello di sviluppo orientato all’economia green, al turismo di qualità e all'agricoltura biologica, come delineato da strumenti programmatori. L’impatto ambientale ostativo può derivare non solo dall'attività estrattiva diretta, ma anche dagli effetti secondari del traffico pesante (polveri ed emissioni), potenzialmente lesivi per siti protetti e attività ricettive, prevalendo l'interesse alla salvaguardia del paesaggio e della biodiversità rispetto allo sfruttamento minerario.

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Urbanistica. Interventi edilizi su immobili abusivi e regime sanzionatorio

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 21 Mag 2026
Visite: 537

Cass. Sez. III n. 16887 del 11 maggio 2026 (UP 22 aprile 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Galanti Ric. Vitiello
Urbanistica. Interventi edilizi su immobili abusivi e regime sanzionatorio

In tema di reati edilizi, qualsiasi intervento effettuato su una costruzione realizzata abusivamente, ancorché l'abuso originario non sia stato ancora represso e l'opera sia riconducibile alle categorie della manutenzione ordinaria (come la tinteggiatura o l'intonacatura), integra un nuovo ed autonomo reato edilizio. Ciò in quanto tali interventi ripetono le caratteristiche di illiceità dell'opera principale cui ineriscono strutturalmente, non potendosi acquisire il diritto di manutenzione su un edificio costruito illegittimamente. La valutazione dell'opera deve riguardare il risultato dell'attività edificatoria nella sua unitarietà, precludendo la parcellizzazione artificiosa in micro-interventi finalizzata a beneficiare di regimi autorizzatori o sanzionatori più favorevoli. La prosecuzione di tali lavori su manufatti oggetto di istanza di condono rigettata configura una ripresa dell'attività criminosa che, unitamente alla violazione di vincoli paesaggistici, esclude la particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis cod. pen. per l'assenza del requisito dell'occasionalità.

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Urbanistica. Estensione dell'ordine di demolizione alle opere preesistenti in caso di interventi in prosecuzione

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 21 Mag 2026
Visite: 815

Cass. Sez. III n. 15943 del 04 maggio 2026 (CC 25 mar 2026)
Pres. Ramacci Rel. Gai Ric. Coppola
Urbanistica. Estensione dell'ordine di demolizione alle opere preesistenti in caso di interventi in prosecuzione

L'ordine di demolizione impartito con sentenza di condanna per reati edilizi, ai sensi dell'art. 31, comma 9, d.P.R. n. 380 del 2001, deve essere eseguito sull'immobile considerato nella sua interezza, anche qualora riguardi interventi di prosecuzione o completamento di un pregresso abuso per il quale un precedente ordine demolitorio sia stato revocato (ad esempio a seguito di assoluzione o prescrizione). Il principio dell'unitarietà dell'abuso e la funzione di "restitutio in integrum" propria della sanzione ripristinatoria impongono che l'abbattimento coinvolga tutte le opere strutturalmente connesse e prive di autonomia funzionale, poiché il carattere abusivo dell'originaria costruzione si riversa sulle opere accessorie e complementari successive, rendendo l'intero manufatto un'unica entità inscindibile sotto il profilo urbanistico-edilizio. In sede di esecuzione, spetta al giudice verificare che le opere oggetto del precedente provvedimento caducato non siano strutturalmente autonome rispetto a quelle interessate dalla condanna irrevocabile

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  • Ambiente in genere. Sulla Proposta di Regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio per sveltire le valutazioni ambientali COM(2025) 984: analisi critica
  • Sviluppo sostenibile.  Natura del certificato di collaudo nella P.A.S. e limiti al potere di ripristino
  • Aria. Emissione di molestie olfattive: natura permanente del reato e decorrenza della prescrizione
  • Rifiuti. Spedizione transfrontaliera, nozione oggettiva di rifiuto e onere della prova per le discipline in deroga
  • Ambiente in genere. Poligoni militari e valutazione d’incidenza ambientale
  • Rifiuti. Modifiche non sostanziali agli impianti rifiuti: onere istruttorio e motivazionale
  • Urbanistica. Lottizzazione abusiva mediante frazionamento di complesso alberghiero in unità residenziali e responsabilità del notaio rogante
  • Urbanistica. Limiti al principio di indifferenza urbanistica per gli Enti del Terzo Settore
  • Rifiuti.Il venti per cento che non salva nessuno. Rifiuti interrati, terreni di riporto e la soglia del D.P.R. 120/2017: un discrimine che non è dove molti credono
  • Elettrosmog. Silenzio-assenso per infrastrutture di comunicazione e oneri istruttori sui siti preferenziali

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